Secondo Martin Heidegger, quale sentimento apre all’uomo la possibilità di vivere un’esistenza autentica?
RISPOSTA ESATTA!
In Essere e tempo (1927) Heidegger intende ricercare il senso dell’essere a partire da quel particolare ente che si interroga su di esso, ovvero l’uomo. Attraverso l’esperienza dell’angoscia, che è la consapevolezza dinanzi alla certezza della morte, l’uomo scopre il senso della temporalità, ovvero la dimensione più autentica della propria esistenza.
RISPOSTA SBAGLIATA... PUOI FARE DI MEGLIO!
In Essere e tempo (1927) Heidegger intende ricercare il senso dell’essere a partire da quel particolare ente che si interroga su di esso, ovvero l’uomo. Attraverso l’esperienza dell’angoscia, che è la consapevolezza dinanzi alla certezza della morte, l’uomo scopre il senso della temporalità, ovvero la dimensione più autentica della propria esistenza.
Che cosa intende Hegel per Spirito oggettivo?
RISPOSTA ESATTA!
Nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche (I ed. 1817) lo Spirito, ovvero il compimento dello sviluppo dell’Idea, prima di pervenire alla piena autocoscienza nell’arte, nella religione e nella filosofia (Spirito assoluto), si manifesta nella soggettività individuale (Spirito soggettivo) e nella vita sociale (Spirito oggettivo), esplicandosi in tre momenti: diritto, morale ed eticità.
RISPOSTA SBAGLIATA... PUOI FARE DI MEGLIO!
Nell’Enciclopedia delle scienze filosofiche (I ed. 1817) lo Spirito, ovvero il compimento dello sviluppo dell’Idea, prima di pervenire alla piena autocoscienza nell’arte, nella religione e nella filosofia (Spirito assoluto), si manifesta nella soggettività individuale (Spirito soggettivo) e nella vita sociale (Spirito oggettivo), esplicandosi in tre momenti: diritto, morale ed eticità.
Quale tema della filosofia di Kant è al centro del dibattito sorto a Jena e sviluppato da pensatori come J.S. Beck, K.L. Reinhold, G.E. Schulze e Maimon?
RISPOSTA ESATTA!
Verso la fine del Settecento l’Università di Jena è uno dei centri di ricerca filosofica più importanti e annovera tra i suoi studenti personaggi come Fichte, Schelling e Hegel. Il dibattito sul dualismo tra cosa in sé e fenomeno, non a caso, è alla base della successiva stagione filosofica dell’idealismo.
RISPOSTA SBAGLIATA... PUOI FARE DI MEGLIO!
Verso la fine del Settecento l’Università di Jena è uno dei centri di ricerca filosofica più importanti e annovera tra i suoi studenti personaggi come Fichte, Schelling e Hegel. Il dibattito sul dualismo tra cosa in sé e fenomeno, non a caso, è alla base della successiva stagione filosofica dell’idealismo.
Quale di queste definizioni del concetto di durata, così come elaborato da Henri Bergson, non è corretta? La durata è:
RISPOSTA ESATTA!
In opposizione al tempo misurabile della scienza, spazializzato e ridotto a mera
successione di punti uguali tra loro, la durata o tempo reale è un flusso continuo, ininterrotto e interno alla nostra coscienza, nel quale passato, presente e futuro si trovano a coesistere (Saggio sui dati immediati della coscienza, 1889; Materia e memoria, 1896). L’influenza di tale teoria sulla cultura dell’epoca fu enorme, basti pensare all’opera di Marcel Proust e James Joyce.
RISPOSTA SBAGLIATA... PUOI FARE DI MEGLIO!
In opposizione al tempo misurabile della scienza, spazializzato e ridotto a mera
successione di punti uguali tra loro, la durata o tempo reale è un flusso continuo, ininterrotto e interno alla nostra coscienza, nel quale passato, presente e futuro si trovano a coesistere (Saggio sui dati immediati della coscienza, 1889; Materia e memoria, 1896). L’influenza di tale teoria sulla cultura dell’epoca fu enorme, basti pensare all’opera di Marcel Proust e James Joyce.
Chi è il teorico del pensiero debole?
RISPOSTA ESATTA!
Il filosofo torinese Vattimo è noto soprattutto per la sua teoria del pensiero debole: rinunciando a ricondurre la frammentazione del reale a categorie assolute, la filosofia postmoderna deve configurarsi come uno stile di pensiero rispettoso della pluralità e del divenire dell’essere (Le avventure della differenza 1980).
RISPOSTA SBAGLIATA... PUOI FARE DI MEGLIO!
Il filosofo torinese Vattimo è noto soprattutto per la sua teoria del pensiero debole: rinunciando a ricondurre la frammentazione del reale a categorie assolute, la filosofia postmoderna deve configurarsi come uno stile di pensiero rispettoso della pluralità e del divenire dell’essere (Le avventure della differenza 1980).